Chi siamo: la storia della Falegnameria Querci
Una bottega nata per durare
Marco Querci ha trascorso i primi anni della sua vita lavorativa con le mani nella segatura. Suo padre, Ernesto, gestiva un piccolo laboratorio artigianale a Modena fin dagli anni Settanta, e Marco è cresciuto lì dentro: prima a guardare, poi a tenere i pezzi fermi sul banco, poi a piallare da solo mentre Ernesto controllava dall'altra parte della stanza. Non è stata una scelta romantica, era semplicemente la cosa più naturale del mondo. Si impara così, non a scuola.
Nel 2003, a trentadue anni, Marco ha deciso di aprire un laboratorio tutto suo. Ha trovato uno spazio nel quartiere artigianale di Modena, ha comprato un tornio usato e una sega a nastro che aveva bisogno di una revisione, e ha iniziato. I primi mesi sono stati quelli che ti aspetti: qualche piccolo lavoro di riparazione, un comodino su commissione, una libreria per un avvocato del centro che voleva qualcosa di non standard. Niente di spettacolare. Ma era un inizio onesto.
Ventitré anni di lavoro concreto
Oggi, nel 2026, la Falegnameria Querci ha ventitré anni di storia alle spalle. Il laboratorio si trova ancora nello stesso quartiere, anche se lo spazio è più grande di quello originale: nel 2011 Marco ha preso in affitto il capannone adiacente, raddoppiando la superficie di lavoro. Le macchine sono cambiate, alcune tecniche si sono affinate, ma il principio rimane lo stesso di quando Ernesto insegnava a suo figlio a leggere la venatura del legno prima di fare qualsiasi taglio.
Nel corso degli anni la falegnameria ha costruito cucine su misura, armadi a tutta parete, librerie incassate, tavoli da pranzo in rovere massiccio, porte interne in noce canaletto, cabine armadio per appartamenti con geometrie tutt'altro che semplici. Ogni pezzo nasce da un sopralluogo, da una conversazione, da misure prese a mano e segnate su carta. Marco preferisce ancora il metro pieghevole al laser per le prime rilevazioni: dice che lo obbliga a stare nel posto con attenzione, invece di sparare numeri a distanza.
Il team e il modo di lavorare
Oggi in bottega lavorano stabilmente quattro persone. Oltre a Marco, ci sono Luca e Ginevra, entrambi assunti dopo un lungo periodo di apprendistato, e Stefano, che si occupa principalmente delle finiture e della verniciatura a pennello per i pezzi che richiedono un trattamento più tradizionale. Non è un'azienda grande, e non ha intenzione di diventarlo. La dimensione attuale permette a Marco di seguire ogni commessa personalmente, dal primo disegno al montaggio finale.
I materiali arrivano quasi tutti da fornitori italiani. Il rovere viene prevalentemente dal Trentino, il noce da un commerciante di Reggio Emilia con cui la falegnameria lavora da oltre quindici anni. Per il massello si privilegia sempre il legno stagionato in modo naturale: costa qualcosa in più rispetto al trattato in forno, ma risponde diversamente nel tempo, e questo per Marco non è un dettaglio marginale.
Cosa significa costruire qualcosa che dura
C'è un cassetto che Marco cita spesso quando parla con i clienti nuovi. Lo ha costruito nel 2005 per una signora di Modena che arredava la camera matrimoniale. Qualche anno fa la figlia di quella signora è venuta in laboratorio a commissionare un mobile per casa sua, e ha raccontato che il cassetto apre ancora perfettamente, senza forzare, senza incepparsi. Per Marco quella è la misura del lavoro ben fatto: non quanto appare bello il giorno in cui lo porti a casa, ma come si comporta vent'anni dopo.
La Falegnameria Querci non produce in serie e non lavora con catalogo. Se avete un'idea, uno spazio difficile, un vecchio mobile da restaurare o un progetto da costruire da zero, il modo migliore per cominciare è venire a trovarci in laboratorio o chiamarci direttamente. Marco preferisce vedere le persone di persona: si capisce meglio cosa serve, e si parte con meno equivoci.