Legno di recupero
Una materia prima con una storia già scritta
Da quando Falegnameria Querci ha aperto i battenti a Modena nel 2008, abbiamo lavorato con decine di specie legnose diverse. Travi di castagno tolte dai solai di case coloniche della pianura padana, tavole di abete provenienti da vecchie stalle della collina modenese, assi di rovere smontate da pavimenti di palazzi storici del centro. Ogni pezzo ha un peso specifico, una grana, una storia che si legge anche solo passandoci sopra una mano. Con diciotto anni di lavoro alle spalle, abbiamo imparato a riconoscere la qualità non dal prezzo di listino ma da quello che il legno ha attraversato.
Da dove viene il materiale che usiamo
Non lavoriamo con un unico fornitore e non compriamo legno di recupero da catalogo. Marco Querci, titolare della falegnameria, si muove di persona: demolizioni controllate, vecchie aziende agricole che ristrutturano, privati che cambiano pavimento, piccoli depositi di materiali edili a Modena e nei comuni limitrofi come Sassuolo, Carpi e Vignola. In certi casi il legno arriva già lavorato, con mortase, fori da chiodi e segni di pialla a mano che risalgono a prima che le macchine a controllo numerico esistessero.
Il castagno delle aree appenniniche modenesi è il materiale che troviamo più spesso e quello che preferiamo per certi tipi di lavoro: duro, resistente agli insetti, con venature che non stancano mai la vista. Il rovere che recuperiamo da demolizioni urbane ha invece una densità che il rovere nuovo in commercio difficilmente raggiunge, perché ha stagionato dentro un edificio per decenni, spesso un secolo o più.
Come lavoriamo il legno prima di usarlo
Il recupero non significa prendere una trave e inchiodarci sopra qualcosa. Il processo richiede tempo e attenzione. Prima di tutto ispezionare ogni pezzo: cercare fessurazioni profonde, zone con umidità residua, eventuali attacchi di tarlo attivi. Se c'è il minimo dubbio, il legno rimane in deposito finché non siamo sicuri. In officina a Modena abbiamo un misuratore di umidità del legno e una zona di acclimatamento separata dalla produzione, dove i materiali restano almeno tre o quattro settimane prima di essere lavorati.
Poi viene la pulizia meccanica: rimozione di chiodi, grappe, residui di calce e intonaco. Una piallatura leggera per portare alla luce la superficie vera del legno senza togliere troppo materiale. Per i tavoli e i piani di lavoro facciamo spesso una calibratura a nastro per uniformare lo spessore, ma lasciamo visibili le piccole irregolarità che raccontano l'origine del pezzo. Non cerchiamo la perfezione geometrica del legno di prima scelta: cerchiamo l'onestà del materiale.
Cosa realizziamo con il legno di recupero
Tavoli da pranzo, librerie, mappe murali in legno, boiserie, cucine su misura, porte interne, credenze. Non c'è una lista chiusa perché spesso il progetto nasce dal materiale disponibile: capita che un cliente venga in falegnameria con un'idea vaga, veda una trave di castagno recuperata da un casolare di Zocca e decida lì per lì che il suo tavolo deve essere fatto di quello. Questo tipo di lavoro ci interessa perché tiene insieme artigianato e pensiero: bisogna ragionare sul pezzo specifico, non su un'essenza astratta.
Nel 2022 abbiamo realizzato una libreria a tutta parete per uno studio professionale in centro a Modena usando esclusivamente abete di recupero proveniente da un solaio ottocentesco. Il committente voleva qualcosa che avesse carattere senza essere vistoso. Il risultato era esattamente quello: tono caldo, irregolarità diffuse, nessuna pretesa di sembrare nuovo.
Perché scegliere il legno di recupero rispetto al nuovo
Non è una scelta ideologica, anche se la riduzione degli sprechi ci sembra comunque un buon motivo. È una scelta tecnica ed estetica. Il legno antico è stabile: ha già subito tutti i movimenti strutturali legati all'umidità e alla stagionatura che il legno nuovo deve ancora fare. Un tavolo in rovere di recupero a parità di dimensioni pesa di più, è più duro, e tende a muoversi meno nel tempo. Per alcune lavorazioni, come le incisioni o le fresature decorative, la densità superiore del legno antico dà risultati nettamente migliori.
Come iniziare
Se avete un progetto in mente o siete semplicemente curiosi di vedere di persona il materiale che teniamo in deposito, passate a trovarci in falegnameria a Modena. Marco e il suo team sono disponibili a parlare del lavoro senza fretta, a mostrare i pezzi disponibili e a ragionare insieme su cosa si può fare. Non si ordina online e non esiste un preventivo automatico: ogni progetto parte da una conversazione.