Progetti

Come nasce un progetto in bottega

Ogni lavoro che esce dalla nostra falegnameria di Modena inizia con una conversazione, non con un modulo da compilare. Marco Querci siede con il cliente, spesso al banco di lavoro tra trucioli e righelli, e ascolta. Ascolta cosa serve davvero, non solo quello che sembra ovvio: le misure della stanza, certo, ma anche come la luce entra dal balcone nel tardo pomeriggio, quante persone usano quel corridoio ogni giorno, se i bambini di casa hanno l'abitudine di appoggiarsi agli stipiti. Solo dopo quella chiacchierata si apre il taccuino e si comincia a disegnare.

Lavoriamo così dal 2008, anno in cui Marco ha rilevato la bottega dal padre Renato, che l'aveva aperta nel 1974. Diciotto anni di esperienza sotto la nostra gestione, quasi cinquant'anni di storia dello stesso spazio artigianale nel quartiere Crocetta. Conosciamo i fornitori di legname del distretto del Trentino, sappiamo quali partite di rovere arrivano secche al punto giusto e quali vanno ancora stagionate qualche mese prima di entrare nella pialla.

Materiali: la scelta non è mai casuale

Per i mobili su misura che installiamo a Modena e dintorni utilizziamo prevalentemente legni massicci: rovere europeo, noce nazionale, frassino e, per i lavori più particolari, ciliegio della Val di Non. Il compensato multistrato di betulla finlandese entra nei fondi dei cassetti e nelle strutture interne dove la stabilità dimensionale conta più dell'estetica. Non usiamo truciolato rivestito quando il progetto riguarda un mobile destinato a durare trent'anni: sarebbe disonesto verso il cliente e verso il lavoro stesso.

Il trattamento superficiale lo decidiamo insieme al cliente. Le cere all'acqua a poro aperto danno un risultato morbido al tatto, quasi grezzo, ideale per un tavolo da cucina in rovere naturale. Le vernici poliuretaniche opache resistono meglio all'umidità e si prestano agli arredi di bagni e locandine. Ogni scelta ha conseguenze pratiche che spieghiamo con chiarezza prima di cominciare a tagliare.

Un progetto recente: la libreria di Via Emilia

Nel 2024 abbiamo realizzato una libreria a tutt'altezza per uno studio professionale nel centro storico di Modena. Il soffitto era a volta, irregolare, con un'altezza che variava di quattro centimetri da un'estremità all'altra della stanza. La struttura portante è in frassino tinto a olio, le mensole in noce massello con spessore di ventidue millimetri, abbastanza robuste da reggere archivi rilegati senza flettersi nel tempo. Le ante scorrevoli nella sezione centrale usano binari a scomparsa che abbiamo importato da un produttore tedesco di Stoccarda: in Italia non trovavamo la corsa giusta per quella luce da centosessantadue centimetri.

Il montaggio ha richiesto tre giorni. Il primo è servito quasi interamente a registrare le irregolarità del muro e a tagliare i pannelli di compensazione nascosti dietro i montanti. Nessuno li vedrà mai, ma sono lì, e fanno la differenza tra un mobile che dopo due inverni inizia a spostarsi e uno che rimane fermo.

Il tavolo da pranzo per la famiglia Rinaldi

Nel 2023 la famiglia Rinaldi ci ha chiesto un tavolo allungabile in ciliegio per la sala da pranzo della loro casa in collina, a pochi chilometri da Modena. Dimensione base duecentoventi centimetri, estensibile fino a trecentodieci con due prolunghe a scomparsa. Il meccanismo di estensione è in acciaio trattato, prodotto da un'officina di Reggio Emilia con cui collaboriamo da oltre dieci anni. Abbiamo impiegato sei settimane tra la progettazione, la stagionatura del legno acquistato appositamente e la lavorazione vera e propria. Il ciliegio fresco lavora ancora dopo il taglio, quindi aspettiamo.

Ristrutturazioni e recupero di mobili antichi

Non tutto nasce da zero. Una parte importante del nostro lavoro a Modena riguarda il recupero di mobili di famiglia: credenze ottocentesche con impiallacciature sollevate, sedie con incastri a mortasa e tenone da rifare, cassettoni con fondi che hanno ceduto dopo decenni di umidità. Il restauro richiede rispetto per le tecniche originali e, a volte, una buona dose di pazienza nel reperire impiallacciature di essenze oggi difficili da trovare, come il pero selvatico o il bois de rose.

Marco ha seguito un corso di restauro conservativo a Firenze nel 2011 e da allora ha integrato quelle competenze nel lavoro quotidiano di bottega. Non siamo un laboratorio di restauro specializzato nel senso accademico del termine, ma sappiamo distinguere quando un intervento deve fermarsi per non alterare il valore storico di un pezzo.

Come procedere

Se avete un progetto in mente, anche solo un'idea vaga, il modo migliore per cominciare è passare in bottega a Modena o chiamarci direttamente. Non occorre avere misure precise o disegni pronti: spesso il primo incontro serve esattamente a capire insieme cosa è possibile, cosa è conveniente e cosa, invece, meriterebbe una soluzione diversa da quella immaginata. Lavoriamo su appuntamento, così possiamo dedicarvi il tempo che ogni progetto merita.

Utilizziamo i cookie

Usiamo cookie per far funzionare il sito e, con il tuo consenso, per analisi e marketing.